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L’Estate del 96. Il nuovo singolo degli Osaka Flu

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L’ESTATE DEL ’96. Le ansie e i timori di un uomo comune, troppo cresciuto per vivere con la spensieratezza dei vent’anni, passati come gli anni ’90. Il rimpianto di quella leggerezza e la costante di un futuro incerto.

Il trio indie punk, recentemente nominato dal prestigioso sito della Fred Perry tra i “10 artisti italiani da ascoltate adesso” (insieme a Motta, Management Del Dolore Post-Operatorio, Giorgio Poi, Gazzelle e altri), saluta l’estate con un nuovo brano, che proprio d’estate parla. Con un testo cantautorale e un caratteristico sound definito pop punk dalla stampa italiana, la band affronta il tema della malinconia per gli anni passati, per quelle estati spensierate, quando la scuola finiva e le giornate erano scandite dal ritmo delle musicassette ascoltate in autoradio. Una leggerezza contrapposta all’incertezza del presente e del futuro, governati dalle crisi economiche, politiche e finanziarie. Il tutto affrontato con una forte e salvifica autoironia, palpabile nel brano ed enfatizzata nel video, nel quale il gruppo interpreta scherzosamente celebri avvenimenti del 1996. Lasciamo a voi scoprire quali!

 

BIO

Gli Osaka Flu nascono ad Arezzo nel 2010 quando i fratelli Daniele (voce e chitarra) e Francesco (basso) conoscono Michele (batteria). La comune passione per la musica, da Cash ai Devo, passando per Dylan e i Rancid, spinge i tre a suonare e comporre insieme.
Alle prime canzoni prodotte affiancano sin da subito l’attività live e nel 2012 partecipano a uno dei festival più conosciuti in Italia: Arezzo Wave.
Il primo disco, Look out Kid, esce nel 2014 per Soffici Dischi, distribuzione Audioglobe, e riscuote subito ottime critiche. “Bo Diddley meets the Arctic Monkeys” così Antonio Romano definisce il loro singolo I Don’t Care If It’s Right Or Wrong su RockIt mentre Repubblica parla di Pulp Rock e di musiche che ricordano le colonne sonore di Quentin Tarantino.

Il video del primo singolo I Don’t Care If It’s Right Or Wrong è stato presentato il 7 febbraio 2015.
Il video di Sixteen Tons (cover di Merle Travis) girato nel carcere di Arezzo con la partecipazione di Giorgio Canali come attore, è scelto da Repubblica come video in anteprima.
Il successo di critica e pubblico apre le porte a un’intensa attività live, che si traduce in un centinaio di date in giro per tutta la penisola.
Il 10 novembre 2016 tornano con KM 183, secondo lavoro in studio, questa volta interamente cantato in italiano e sempre edito da Soffici Dischi, anticipato dal singolo Apocalhipster al quale fanno seguito Propaganda e La Sindrome Del Giovane Holden, brani accolti con entusiasmo dalle emittenti radiofoniche (Contraradio Firenze, Rock’n’Roll Radio Milano, Radio Città Fujiko Bologna e Radio Kaos Itaky Roma su tutte) e con il quale scegliere una nuova forma promozionale, per dare risalto, oltre ai singoli, ad ogni canzone del disco.
Con questo nuovo lavoro la band conquista saldamente la fiducia della critica italiana, prima, con innumerevoli recensioni che lusingano la musica dei ragazzi definita un Beatles sound punkizzato racchiuso nella magia di un disco eccellente dall’anima cantautoriale, e straniera, poi, con un articolo sul sito della Fred Perry, storica marca d’abbigliamento britannica da sempre strettamente legata alla cultura musicale e giovanile.
L’album è stato realizzato grazie al concorso Toscana 100 Band che ha scelto e premiato gli Osaka Flu con una borsa offerta dalla Regione Toscana.
***
“Osaka Flu: Pulp Rock, musiche che ricordano le colonne sonore di Quentin Tarantino!”
La Repubblica

“KM183 degli Osaka Flu: sound diretto, semplice, a tratti minimale, punk rock più classico ma con un gusto per la canzone italiana nell’anima. Brani immediati, energici, dai ritmi sostenuti, ben strutturati e mai banali. Ottimi i testi, concreti, aspri. Disco eccellente.”
Antonio Bacciocchi – RadioCoop

“Gli Osaka Flu dimostrano carattere e grinta unite a gusto melodico. Brani spediti, incazzosi e tesi tra la disperazione e la voglia di liberarsi e ballare. In pieno stile Arctic Monkeys e Strokes!”
Antonio Romano – Rock it

“Osaka Flu: un Beatles-sound punkizzato, un blues-core che ringhia contro il mostro della società imperante. La biblica lotta tra Davide e Golia torna prepotente ed è meglio essere il Fanciullo Osaka Flu che, armato di fionde sonore, riesce a uccidere il Gigante oppressore. Questa è la magica alchimia riservata esclusivamente alla bella musica.”
Max Casali – Music Map

“Osaka Flu: tra i 10 artisti italiani che dovete ascoltare adesso!”
FredPerry.com

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